Turismo Libia, accuse all’Italia: “le nostre spiagge vuote a causa delle ONG italiane.” Cartelli con su scritto i pericoli per chi mette piede in acqua

spiaggia Libica dopo il passaggio delle navi italiane

 

Muore il turismo in Libia.

Le associazioni di categoria protestano vivacemente contro l’Italia e le ONG colpevoli di sequestrare i bagnanti sul bagnasciuga.

Diverse le testimonianze sul caso, parla Abdudl el Salam che si è visto costretto a salire su un battello di salvataggio italiano dopo aver messo un piede in acqua: “sono stato tratto in salvo, ma non ne avevo bisogno, ma ho visto anche gente sotto la doccia che veniva tratta in salvo dalle barche italiane.

Non so come ho fatto a districarmi,  ma vedevo anche gente che come me veniva portata via. Uno aveva anche la cintura esplosiva e stava andando a fare un attentato a Tripoli, ma è stato dirottato, so che poi è andato in Inghilterra, ricordo solo che odiava i fan di Ariana Grande.

Il Libia il turismo muore, intanto sulle spiagge sono stati esposti dei cartelli che avvisano:”in caso di presenza di navi o barche italiane, evitare il bagno e rivolgersi al più vicino posto di polizia.”

art. Chicca Harrett

 

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